
Basta con le congetture riguardo alle caratteristiche termiche dei riscaldatori a quarzo: perché una semplice scheda tecnica non basta.
Acquistare un riscaldatore a quarzo basandosi soltanto sulle specifiche tecniche è, in sostanza, un rischio. Lo vedo spesso: un ingegnere sceglie una lampada in base alla tensione e al wattaggio, pensando di aver tutto sotto controllo… ma poi inizia il disastro. Scoprono troppo tardi che il vetro presenta punti troppo caldi, oppure che il processo di riscaldamento è troppo lento, il che compromette l’efficienza dell’intero sistema.
Vendere un tubo a quarzo è semplice… Ma ottenere un corretto gradiente termico? Ecco dove sta il vero compito difficile.
I dettagli importanti
Il vetro è molto esigente: ha i propri meccanismi per assorbire ed emettere calore. Se si utilizza un tubo alogenico ad alta potenza senza tenere conto della distanza tra i componenti o dell’angolazione dei riflettori, si finisce solo per sprecare denaro.
Ci interessa davvero il flusso termico che arriva al vetro. Certo, un tubo a 400V offre la potenza necessaria per un rapido scioglimento o piegatura del materiale… ma mette sotto pressione l’alimentatore elettrico. Preferiamo controllare attentamente tutte le specifiche elettriche, piuttosto che farvi affrontare problemi successivamente.
Tutto dipende dai dettagli
Utilizziamo quarzo ad alta purezza, poiché riesce a resistere agli shock termici. Ma lo strato protettivo applicato sul quarzo? Quello è davvero importante. Uno strato a onde corte permette al calore di penetrare nel vetro, mentre uno strato a onde lunghe lo mantiene sulla superficie. Non si può semplicemente indovinare quale strato sia necessario… Se lo strato protettivo non è preciso di qualche micrometro, l’efficienza del riscaldatore diminuisce notevolmente.
Ci preoccupiamo anche dei connettori: sia che si tratti di R7 che di Sk15… L’ultima cosa che vogliamo è che i connettori si brucino durante l’utilizzo di carichi elevati.
Perché veniamo personalmente sul posto
Un laboratorio è come una “bolla”: non ha le correnti d’aria presenti nello stabilimento, né la sporcizia e l’usura dei riflettori. Ecco perché preferiamo venire direttamente sul luogo di lavoro per effettuare analisi termiche. Vogliamo capire esattamente dove si verifica la dispersione del calore. In questo modo possiamo evitare di specificare caratteristiche eccessive per i riscaldatori, evitando così danni ai componenti stessi.
Non ci limitiamo a inviarvi un pezzo di ricambio… Ci assicuriamo che funzioni correttamente nel vostro ambiente di lavoro.